Rotta

Il Cammino del Santo Graal a Castellón e Valencia
2 giugno, 2017 / ,

Il Cammino del Graal attraversa le terre di Aragona e della Comunità Valenciana, emulando l’antico percorso seguito dalla reliquia da San Juan de la Peña fino alla città di Valencia. Il cammino percorre diversi luoghi del territorio valenciano associati al Santo Graal, entrando nella Comunità Valenciana a Barracas, paesino situato in un altopiano montuoso a circa 1.000 metri di altezza.

In seguito è la volta del paese storico di Jérica, circondato da un impressionante paesaggio montuoso mediterraneo. Proseguendo lungo il fiume Palancia, si giunge a Segorbe, città dal monumentale patrimonio civile e religioso. Dirigendosi verso Valencia, il comune di Serra offre ai visitatori prodotti di artigianato, tra cui dolci e insaccati tradizionali. A El Puig de Santa María è possibile visitare il Real Monasterio, dichiarato Monumento Storico-Artistico Nazionale nel 1969. Per concludere, è la volta della “huerta” valenciana e delle località dell’Horta Nord, tra cui Massamagrell e Alboraya, fino a giungere alla città di Valencia.

La Associazione culturale “El Camino del Santo Grial” (www.elcaminodelsantogrial.com) collabora con l’organizzazione del cammino, accogliendo i visitatori con la massima disponibilità.

Testo di: Ana Mafé, dottoranda sul Santo Graal.

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1 giugno, 2017 / ,

Rotte

Secondo la tradizione orale, la reliquia storica più importante del cristianesimo si troverebbe nella Cattedrale di Valencia. Si tratta del Santo Calice benedetto durante l’Ultima Cena che, nell’immaginario della letteratura cavalleresca medievale, avrebbe dato origine alla ‘Ricerca del Santo Graal’

Esistono numerosi documenti che hanno fornito indizi sull’ubicazione del Calice di Benedizione usato da Gesù nella sua cena pasquale. Non facciamo riferimento unicamente alla letteratura sulla ricerca del Santo Graal, ma alle migliaia di immagini artistiche che l’hanno rappresentato nella storia del cristanesimo.

Allora perché affermiamo che il calice ospitato dalla Catedral Metropolitana de Santa María di Valencia è il Santo Calice?

Nell’anno 33 dell’era cristiana, nella sera di Pasqua, Gesù celebrò a Gerusalemme un rito ancestrale. I discepoli che lo accompagnavano assicurarono di avere assistito a qualcosa di straordinario durante la celebrazione. Il calice della benedizione conteneva qualcosa in più del vino.

La morte di Gesù, avvenuta pochi giorni dopo, creò un momento di confusione per tutti. Tuttavia, le sue parole: “Fate questo in memoria di me” si trasformarono nella necessità di ripetere il rito dell’Ultima Cena. Ciò significava seguire il suo mandato.

Secondo la tradizione orale, lo stesso calice rimase a Gerusalemme fino quando il discepolo di Gesù Simon Pietro lo portò a Roma, capitale dell’Impero Romano, per cominciare a predicare gli insegnamenti del suo maestro e a celebrare il rito pasquale nelle case dei patrizi e romani. Più tardi, il calice sacro passò di Papa in Papa e, nello stesso modo, furono tramandate le preghiere e le benedizioni.

Gli imperatori romani iniziarono a guardare questa nuova religione con diffidenza. Nel 258 d.C., Valeriano, imperatore dichiarato in bancarotta, ordinò di condannare a morte i cristiani, intenzionato ad appropriarsi di tutte le loro ricchezze.

Prima di essere imprigionato e martirizzato, Papa Sisto II chiese al suo diacono San Lorenzo di distribuire tutti i suoi averi ai poveri di Roma. San Lorenzo, di origine ispanica, rispettò la sua volontà ma ebbe l’accortezza di conservare il Santo Calice.

Il calice sacro, assieme a una lettera in cui ne spiegava tutte le caratteristiche, fu consegnato a una piccola comitiva in partenza per Huesca, la sua città natale in Hispania. Lì vi rimase fino a quando, nel 712, la conquista dei Saraceni spinse il vescovo di Huesca a cercare rifugio nei Pirenei.

Il Santo Calice passò da un luogo all’altro nell’area fino a quando, tra l’XI e il XIV secolo, il Santo Calice venne custodito nel monastero benedettino di San Juan de la Peña, situato nei pressi della città di Jaca, nel Regno d’Aragona, punto nevralgico del Cammino Giacobeo, luogo di transito dei re e nobili più importanti d’Europa diretti a Santiago di Compostela.

In quell’epoca i re cristiani lottavano per accaparrarsi le reliquie sacre a Gerusalemme. Fu in quel periodo che il calice sacro, custodito nel monastero-fortezza dei Pirenei, si trasformò nell’agognato Santo Graal dell’immaginario della letteratura cavalleresca medievale. Innumerevoli furono i nobili e sovrani cristiani bramosi di mettere le mani su questo oggetto, per aggiungerlo alle proprie collezioni reali.

Tuttavia, il Santo Calice non passò in mani reali fino al 1399. Dopo svariate richieste al priore del monastero, re Martino I di Aragona, detto l’Umano, riuscì a ottenere il calice sacro proponendo uno scambio, certificando la transazione con un documento notarile. Offrì ai monaci un magnifico calice d’oro e, in cambio, si portò il calice benedetto a Saragozza, dove fece parte del tesoro reale fino a quando, nel 1432, re Alfonso V d’Aragona, detto il Magnanimo, trasferì la sua corte nella città di Valencia, chiedendo un aiuto finanziario al capitolo della Cattedrale per fare fronte alle proprie contese.

Davanti a un notaio, il fratello del monarca lasciò in pegno tutto il suo tesoro reale e, siccome il re non estinse mai il debito, da allora il Santo Calice è rimasto sotto la custodia della Cattedrale di Valencia.

Attualmente il Santo Calice viene esposto nell’omonima cappella, situato su un reliquiario a forma di cuore realizzato in oro, che risalta ulteriormente la sua bellezza.

Si tratta di un’opportunità unica di ammirare un tesoro che, nella letteratura medievale, fu ricercato con passione ed eroismo dai cavalieri della corte di Re Artù. Un’opportunità unica di contemplare in prima persona il Santo Calice dell’Ultima Cena di Gesù, nel mese in cui a Valencia si celebra la festa del Corpus Christi.

Testo di: Ana Mafé, dottoranda sul Santo Graal.

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Valencia, Città della Seta
3 maggio, 2017 /

Vieni a conoscere il retaggio storico lasciato a Valencia dall’industria più importante a caballo fra il XIV e il XVIII secolo: il commercio della seta.

Itinerario: Visiteremo l’interno della Lonja della Seda (Mercato della Seta), un edificio gotico che dal 1996 è patrimonio dell’Umanità. Visiteremo anche l’interno del recentemente ristrutturato Colegio del Arte Mayor de la Seda, oggi trasformato in Museo della Seta. Conosceremo il quartiere dei Velluters, dove si concentrava il lavoro delle associazioni dei produttori di seta di Valencia. I negozi di indumenti tradizionali valenzani (Albaes) completeranno il percorso del cammino della seta di Valencia.

Lingua del tour: Bilingue (spagnolo-inglese). Punto di Partenza: Tourist Info del Municipio. (Pl. Ayuntamiento s/n)

Orario: Sabato, alle 11.00.

Durata: 2 ore.

Prezzo: Adulto: 20€ / Bambini (dai 7 ai 16 anni): 10€ / Bambini fino a 6 anni gratis.

Fonte/Testo di: Fundación Turismo Valencia.

 

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I Borgia, una famiglia valenciana universale
2 maggio, 2017 / ,

La Via dei Borgia

La Via dei Borgia è un’esperienza unica che ripercorre lo splendore della famiglia valenciana più potente d’Europa nel XV e nel XVI secolo

La famiglia Borgia ha lasciato un’impronta indelebile nella storia universale. Sin dalle origini valenciane, i Borgia hanno esercitato un’influenza decisiva in tutte le sfere del potere, sia politico che religioso, distinguendosi come nobili, principi, mecenati, consiglieri di re, papi e santi. Una stirpe potente e avvolta nell’ambizione, nell’intrigo, nella leggenda e nel mistero.

Callisto, Alessandro, Cesare, Lucrezia, Francesco… Una famiglia che contribuì a creare una grande leggenda e il mito dei Borgia, famoso in tutto il mondo. Il periodo dei Borgia è il Rinascimento, l’era dell’arte, della nuova cultura umanistica e delle scoperte. I Borgia avevano un’idea del potere e del modo in cui esercitarlo realmente moderna. La famiglia introdusse a Valencia l’arte rinascimentale e un impressionante patrimonio storico, culturale e artistico, ancora presenti in un appassionante percorso delle belle arti con oltre 600 anni di storia.

La Via dei Borgia

La Via dei Borgia è un’esperienza unica che ripercorre lo splendore della famiglia valenciana più universale e potente d’Europa nel XV e nel XVI secolo. Seguire il suo percorso equivale ad assistere a un emozionante spettacolo all’insegna dell’arte, del paesaggio, della storia e della cultura.

Nella città di Valencia, la Via dei Borgia si presenta in tutta la sua esuberanza nella chiesa di San Nicolás, i cui sontuosi affreschi formano quella che è stata ribattezzata la Cappella Sistina valenciana. Nella Cattedrale, i Papi Borgia fecero costruire la maestosa cappella di San Pedro e incaricarono l’esecuzione degli squisiti affreschi rinascimentali degli angeli musicanti, ammirati in tutta Europa. Nella cappella dedicata a San Francesco Borgia si possono ammirare due eccellenti tele di Goya. Le orme dei Borgia percorrono anche il Palacio de les Corts Valencianes, residenza della famiglia, e l’Università.

Xàtiva e Canals rappresentano la culla dei Borgia. A Canals è possibile ammirare la Torre de los Borja, luogo in cui nacque Papa Callisto III nel 1378. Di fronte alla Torre troviamo l’Oratorio, che fa parte del complesso del palazzo. In un’attraente piazza di Xàtiva si conserva la casa in cui è nato Rodrigo Borgia. Il patrimonio artistico prosegue nella Collegiata, nelle chiese di San Francisco e di San Pedro, dove fu battezzato Alessandro VI, nel Museo delle Belle Arti, nel Palau, nel convento di Santa Clara, nell’eremo di Santa Ana e nell’inespugnabile castello, testimone e belvedere imponente della storia.

A Gandia, ai bordi del Mediterraneo, il Palacio Ducal è un ammirevole complesso architettonico e il monumento dei Borgia più raffinato. Qui è nata la maggior parte dei duchi Borgia e dei rispettivi discendenti, tra cui San Francesco Borgia nel 1510. Da segnalare il Salón de Coronas, l’Oratorio del Santo e la Galería Dorada, che ipnotizza i visitatori con la sua bellezza. A Gandia, l’eredità dei Borgia è evidente nella Collegiata, nel convento di Santa Clara e nell’Università.

Questo appassionante percorso passa anche per Albaida, luogo in cui si stabilì il nipote di Luis Juan de Milá y Borja, che iniziò la costruzione di un palazzo fortificato che s’innalza imponente nel centro della villa. Un altro edificio da citare è il palazzo dei Sanz, situato nel paesino di Vallès. La Via dei Borgia offre monumenti, patrimonio, ricca gastronomia e fantastici paesaggi, come ad esempio a Castelló de Rugat, dove si conservano i resti del Palacio Ducal.

Llombai è stata una baronia acquisita dal cardinale Rodrigo Borgia per suo figlio Pedro Luis. In questo paese si può ammirare l’Iglesia de la Santa Cruz, integrata nel convento domenicano. A Llombai si celebra una ricreazione storica nota come il Mercato dei Borgia, che riceve centinaia di visitatori.

La Via dei Borgia ci offre anche due monasteri, autentiche cattedrali rurali dell’arte e del raccoglimento, San Jerónimo de Cotalba ad Alfauir e Santa Maria de Simat nella Valldigna.

Fonte/Testo di: Agència Valenciana del Turisme.