La Lonja di Valencia

La Lonja di Valencia

Arte, Storia e Commercio

Dal XV secolo, l’imponente monumento della Lonja ospita un commercio basato sulla buona fede dei propri mercanti

La Lonja è uno degli edifici emblematici di Valencia. I suoi imponenti muri di pietra racchiudono la storia di un commercio basato sulla buona fede dei propri mercanti, una storia che persino molti valenciani non conoscono e che ti stiamo per raccontare. Ma prima spendiamo due parole su questo esempio architettonico di riferimento dell’arte gotica europea.

Dichiarato Monumento Storico-Artistico Nazionale nel 1931 e Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1996, la Lonja di Valencia, nota anche come “Lonja de los Mercaderes” o “Lonja de la Seda”, è composta da tre elementi. Dalla piazza del Mercato, da destra a sinistra, troviamo la “Lonja” vera e propria (dall’italiano ‘loggia’) e la Torre centrale, costruite entrambe nel XV secolo. Il terzo elemento è noto come il Pabellón del Consulado.

Tra le sue facciate, praticamente piane, spicca il magnifico lavoro degli scalpellini, ricco di simboli medievali come le gargolle antropomorfe e zoomorfe, e i 40 medaglioni del fregio delle facciate che danno sul giardino, sulla via Cordellats e sulla piazza del Mercato, luogo in cui i sovrani come l’allora regnante Carlo I e i suoi avi, i Re Cattolici, sono rimasti scolpiti in compagnia di dei della mitologia greca.

Negli interni spicca il Salón de Contratación o Columnario, un salone alto e ampio diviso in tre navate longitudinali, con otto colonne elicoidali che sostengono una volta di 17,4 metri di altezza e altre 16 colonne addossate alle pareti. In questo salone si creò il primo Centro di Contrattazione Mercantile di Valencia, equivalente della “Bourse de Commerce” di Parigi e del “New York Produce Exchange”.

Consolato della Lonja

Nel XIII secolo, con un solo imbarcadero di legno, Valencia era già un centro attivo del traffico marittimo legato al commercio. Non a caso, nel 1283 re Pietro III detto “il Grande” concesse alla città il privilegio reale che portò alla fondazione del Consulado de Mar, un tribunale di commercio basato sui tribunali delle repubbliche italiane dell’epoca e in cui, fino al XVIII secolo, sono state compilate e applicate le prassi mercantili e nautiche.

L’erede di questa istituzione è l’attuale Consulado de La Lonja, il cui obiettivo principale consiste nel coordinare gli interessi dei diversi settori agrari, di enorme rilevanza per l’economia valenciana, oltre a gestire le relazioni tra commercianti, industriali e agenti di commercio.

Tra i suoi servizi spicca la pubblicazione del prezzo dei circa 150 prodotti quotati nella Lonja di Valencia, tra cui il bestiame porcino, uova, riso, cereali, leguminose, farine, crusche, carrube, legumi, frutti secchi, patate, cipolle e gli agrumi, il cui bollettino include 24 varietà.

In qualità di centro di contrattazione, grazie alla garanzia che offrono i suoi contratti, occorre segnalare l’importanza di altri prodotti come i vini o il caffè verde e, tra gli elementi non appartenenti al settore agrario, la filatelia e la numismatica, che il turista potrà visitare la domenica e i giorni festivi. Ma l’aspetto più caratteristico del Consulado de La Lonja è sicuramente il cosiddetto “Arbitraje de Equidad” (‘Arbitrato di Equità’), con cui si risolvono gli eventuali contrasti nelle contrattazioni, sulla base del commercio in buona fede.

Da svariati decenni, i tavoli in cui si svolgevano le negoziazioni nel Salón de Contrataciones sono stati soppiantati dalle nuove tecnologie. Ciononostante, nel Pabellón del Consulado si continuano a svolgere le riunioni delle corporazioni, le assemblee e altri atti. Pertanto, non stupirti se incontrerai questi uomini d’affari durante la visita della Lonja.

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1 maggio, 2018 / ,
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